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In ricordo di Giorgio

Pubblichiamo una nota di Giulio Lobina che ringraziamo insieme a tutti gli Amici Scacchisti di Sinnai

Il pedone è l'Anima degli scacchi

giulio1C'è una cosa che gli scacchisti, quelli seri, ricercano quando giocano: il silenzio. Si è a tu per tu con l'avversario e con le sue mosse. Ci si conosce dal modo in cui si osserva la scacchiera, si posizionano i pezzi sui quadrati bianchi e neri, la maestria della posizione, le mosse intermedie, i sacrifici, gli attacchi, la difesa, l'arrocco. Si assiste all'organizzazione mentale di un'anima che attraverso il movimento diventa progetto, analisi, battaglia. Noi siamo lì, in silenzio, e abbiamo tra le mani il mondo e nella testa le mosse da fare.

E' in quel silenzio che apprezziamo la forza dell'avversario. In quel silenzio ci innamoriamo così tanto di una combinazione da ricordarcela per anni. E quando vinciamo, o perdiamo...è quella stretta di mano che ci rende amici, compagni, uomini.

Io il silenzio non lo sopporto. Fatico molto a giocare in silenzio. Perchè ti da modo di fare chiarezza sulle debolezze e sui difetti di una variante. Ti consente di riconoscerti fragile davanti alla mossa del tuo avversario. Sorgono i dubbi nel silenzio e poi se ne vanno appena sfiori il pezzo da muovere. Così, nei tornei, in quelli seri, quando la mossa spetta all'avversario, io passeggio tra i tavoli. A guardare le altre partite, ad ubriacarmi dei silenzi degli altri. Ho in mente la mia partita, come una fotografia che si rotola fluttuante in ogni prospettiva. Lascio che il mio avversario faccia la sua mossa, poi mi risiedo...e così fino alla fine della partita.

In questi giorni in cui tutto posso dimenticare fuorchè il martedì e il mercoledì scacchistico con i ragazzi, ho ripensato a Giorgio, un uomo col quale ho giocato spesso a scacchi. Un Presidente, come me, d'un circolo sardo. Un dirigente di questo nostro Sport, o come ancora si ostinano a considerarci: Disciplina Associata. Ho ripensato a tutti i tornei non fatti, a tutte le volte in cui avrei potuto dire "va bene, partecipo"...ma per un motivo o per un altro non ho giocato. Ho ripensato a tutte le volte in cui mi ha chiesto: "Giulio, entra nel nostro circolo se non ce la fate a Sinnai, siete i benvenuti". Ho rivisto le nostre partite, ho ricordato il suo sorriso e quei bei baffoni grigi. La passione per questo gioco, per i ragazzi, per la Sardegna.

Non lo sopporto questo silenzio. Quello di chi muore. E' un silenzio vuoto. E' come attendere una mossa che nessuno più farà. Chissà se in paradiso sanno giocare a scacchi...

Manca, Giorgio, quella stretta di mano. Manca quel sorriso. Ma così come crediamo che un piccolo pedone sia l'Anima degli scacchi, così siamo certi che uno scacchista vivrà sempre in ogni partita giocata e anche nei silenzi tra una mossa e l'altra, quelli di cui in piedi, tra i tavoli, nei tornei seri suonano concerti nel ticchettio degli orologi.

Giorgio, a Sinnai non c'è più un circolo di scacchi, ma noi scacchisti ci siamo sempre e con i bambini e i ragazzi stiamo cercando di fare un buon lavoro. Grazie per tutte le volte in cui davanti ad una scacchiera mi hai stretto la mano e ci siam detti: "Buona partita". Te ne sei andato in silenzio...ma hai seminato bene... 

giulio lobina 19 marzo 2015

   

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