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N. Ruju - Serie B al fotofinish

L'umore è alto, perché siamo a punteggio pieno e nella squadra di Villasor, destinata sulla carta a dominare il girone, non gioca il temutissimo Ivano Belvisi. In caso di vittoria siamo matematicamente primi, ma anche il pareggio ci potrebbe bastare. Comunque il match è tutto da giocare, e che le cose stavolta non andranno molto lisce si inizia purtroppo a capire quando in prima scacchiera la “diga” di Pupo Marras , che ci aveva sempre assicurato il mezzo punto, inizia a cedere contro Francesco Pes: le forze avversarie irrompono in f2...la partita è segnata. Per fortuna in terza scacchiera, dopo un lungo assedio a Mariano Abis, arriva il nostro "punto sicuro" con Alessandro Altea che, implacabile, non tradisce neanche stavolta. In quarta, tra Matteo Sollai e Nicola Pinna, con gli arrocchi eterogenei la situazione sembra aperta ad ogni possibilità. Dopo un po', dalle occhiate che mi lancia il Capitano, capisco che in realtà Matteo ha la patta in pugno grazie allo scacco perpetuo, ma prima di muovere attende di vedere come si mette la situazione nelle altre scacchiere ...sinché gli finisce il tempo e sigla il pareggio. Intanto la prima scacchiera è andata. Siamo in parità. Tutti a quel punto fanno capannello intorno alla Palmas - Ruju: ormai è qui che si decide non solo il match, ma tutto il campionato. E la situazione è critica, perché l’iniziale vantaggio di posizione mi è sgusciato tra le mani. Ho 5 minuti e Alessandro minaccia di irrompere sulla colonna c. Non riesco a calcolare con lucidità, e intanto il tempo scorre, muovo d'istinto, modificando radicalmente il carattere strategico della partita: la situazione che si materializza mi pare miracolosamente promettente. Lui concentra tutti i suoi pezzi contro il mio arrocco, ma l'attacco mi sembra velleitario e contrattacco sulla sua Donna ma lui ... la lascia in presa! In un attimo mi accorgo con sgomento che se la catturo prendo matto! A quel punto il mio avversario, che sinora aveva mosso con tranquillità, si alza in piedi, si toglie il giubbotto e muove con la rabbia e la sicurezza di chi ormai ha in pugno la partita. Ho due minuti e mezzo sull'orologio e faccio una disperata mossa che si rivela una grossa cappella, così in un attimo mi ritrovo con il Re in h8 circondato da un pedone bianco in h7, un Alfiere in h6 e un’arrogante Donna in g6: mi sembra di prendere matto da tutte le parti e penso di utilizzare l'ultimo minuto per decidere se abbandonare. Ma in un residuo barlume di lucidità, mi rendo conto che il matto in g8 è impedito dalla mia torre (che nelle mie precedenti allucinate analisi era misteriosamente scomparsa) e che c'è una miracolosa mossa di cavallo che copre il matto in g7. La difesa è una barca piena di buchi ma che incredibilmente sta a galla! Arriviamo alla 40^ mossa e guadagno 15 minuti di ossigeno... e così anche i miei compagni riprendono a respirare! Il mio avversario, che pensava di dover festeggiare la vittoria, è costretto a sedersi e pensare tutto daccapo. Alla fine decide di entrare in finale: è uscito dalla baruffa in vantaggio, ma un pedoncino in un finale di torri è ben poca cosa rispetto allo lo scalpo del mio Re che si stava pregustando. Non solo. Il mio pedone passato è molto avanzato e costringe la sua torre ad una precipitosa ritirata, e così ho tempo per assumere una configurazione minacciosa: nonostante il pedone in meno ci sono possibilità di vittoria. Ma ho nuovamente solo 5 minuti sull'orologio e non mi va di giocarci il destino della squadra, così propongo patta. Gli ordini di scuderia del loro capitano però sono decisi: non si accetta nessun armistizio. Ok, si va avanti. Il suo Re e la sua Torre sono spalle al muro sulla prima traversa e così riesco a promuovere: partita aggiudicata e match vinto. E i miei compagni possono finalmente sorridere: si sale in serie B!

p.s.: l'indomani contro Cagliari Scacchi C, dopo 10 mosse su due scacchiere ci regalano un pezzo (Altea e Erriu incassano). Alla 17^ Domenn serie B!ico Saiu col suo stile brillante dà matto. E il mio avversario perde alla 19^ mossa per il tempo. Così concludiamo il campionato vincendo tutti i match: non si può certo dire che questa serie B non ce la siamo meritata!

F. Giannoni - Sogno infranto....dalle donne

Sogno Infranto ....dalle Donne

Si è svolto all'Hotel Petra di Roma  il concentramento di Serie A2 che ha visto coinvolto il nostro Circolo nei giorni 16-17-18 Marzo. Il "forfait" dei nostri cugini di Cagliari Scacchi ha permesso il ripescaggio della squadra di Perugia che quest'anno ha quindi schierato due formazioni in A2, in differenti gironi. Nel nostro, purtroppo, la più forte composta dal leggendario GM  Sergio Mariotti, il forte Vlad Tomescu, Rago ed il giovane Riccardo Marsili, questi ultimi già conosciuti lo scorso anno. Oltre a Cagliari e Perugia il girone è completato dalle squadre di Roma: 4 Pedoni Roma Nord, la forte e giovanissima Vitinia, Arrocco B e Casc dove si è rivisto dopo oltre 20 anni il simpaticissimo Gavino Zicconi, che è stato schierato a sorpresa in un paio di partite.

 

La nostra squadra, giovanissima, si presenta rafforzata dall'innesto di Axel Delorme che ha portato nel Circolo una ventata di novità non indifferente. Il resto della squadra è il "nucleo" dello scorso anno con Federico Sellitti, Damiano Locci, Lorenzo Clementini, Danilo Mallò ed il sottoscritto in qualità di capitano "accompagnatore". Questa seconda definizione, accompagnatore appunto, stava già venendo a mancare alla partenza in aeroporto. Dopo il check in venivo bloccato dalle strane leggi di Ryanair che non riconosce la vecchia patente come documento di identità. Damiano mi aveva già avvisato prima della partenza ma proprio non riuscivo a trovare la carta di identità. Ho frugato dappertutto, nei cassetti, in mezzo ai libri, nelle giacche, salvo scoprire pochi giorni dopo che era semplicemente...nel cassettino portaoggetti della macchina. Naturalmente anche al ritorno ho dovuto acquistare un altro biglietto con una compagnia aerea..."normale". Gli aerei Ryanair mi sembrano tanto quelli dei film di Fantozzi!!

 

Comunque al mattino presto riuscivo a prendere l'aereo "convenzionale" insieme a Gavino Zicconi e raggiungere la squadra in Hotel. I ragazzi avevano già pensato a mandarmi la navetta a prendermi, che gentili!! Una Mercedes clamorosa di 6 metri!! Dopo pranzo la prima sorpresa: vediamo la "sede di gioco" che in realtà è in una palestra seminterrata e per entrare bisogna schivare panche ed attrezzi. Dietro i tavoli un muro intero è coperto da uno specchio. Le squadre di A1, impegnate nella nostra sede, protestano e chiedono di giocare in una sede più consona, noi preferiamo non infierire ed accettiamo di giocare i primi due turni...in palestra.

 

Il calendario ci pone davanti le squadre più forti nei primi 3 turni, mentre il 4° e 5° turno, sulla carta, sono nettamente alla nostra portata. Partita chiave al 1° turno per noi contro Vitinia, che non può schierare, come sapevamo, l'amico Giampaolo Buchicchio  che, venendo da Londra, non poteva arrivare prima di Sabato mattina. Vitinia è imbottita di forti e giovani giocatrici e temevo molto questo match...ahimè a ragione. In 1a scacchiera il forte giovane Maestro Chueca non rischia niente contro Axel che pure prova col Nero a sbilanciare la posizione per evitare una patta troppo rapida. In 2a Federico fa il suo punto sicuro contro il salernitano, suo giovane amico, Gerardo Consalvo. Capisco subito che le partite in 3a e 4a scacchiera decideranno il match. Purtroppo Lorenzo si fa incantare dalla Sautto mentre Damiano cade in posizione inferiore dall'apertura con la Messina. Entrambi lottano fino alla fine, allungano la partita ma il risultato non cambia. Vitinia 2,5-Cagliari 1,5. Ancora una volta come lo scorso anno il 1° turno ci è fatale! Incredibile per un girone di A2 la sconfitta "a tavolino" (anche se a scacchi si gioca comunque su un tavolino!) di Arrocco B contro Roma Nord. Entrambi si presentano con 3 giocatori ma Arrocco B riesce anche a schierare male la squadra, indicando in 2a scacchiera un giocatore...che poi non verrà. Perugia batte di misura CASC 2,5-1,5. Da segnalare la patta del bravo Convertito contro Mariotti. Sarà proprio la tattica "utilitaristica" di Perugia a premiarli alla distanza.

 

La mattina dopo cerchiamo già il riscatto nel...seminterrato. Axel vince rapidamente con i Neri una violenta partita contro Aldo Rossi, iniziata peraltro con un apparentemente banale schema di partita di donna. Ciò conferma che se entrambi i giocatori vogliono vincere si possono creare possibilità anche nelle posizioni apparentemente più piatte. Uno stratosferico Federico piega il parigino Julien Sohier in una siciliana in cui attacca, pressa come un ossesso, spinge pedoni, apre linee. Il colpo finale è da incorniciare, nel blitz appena arriva Cf7 Sohier sembra un pugile colpito al mento ed abbandona subito dopo. Damiano contiene il pericoloso Paolo Tocco mentre Danilo cede solo alla distanza al forte Antonio Maurizio che già aveva incontrato a Pescara, pareggiando. Lo spirito di squadra c'è ma Perugia batte Vitinia 3-1 e va in fuga.

 

Al pomeriggio big match contro Perugia. Dobbiamo vincere per raggiungerli e sperare di coronare il sogno di una promozione in A1, i ragazzi sono concentrati al punto giusto e convinti di potercela fare. Axel con i Bianchi se la vede con Mariotti che avrebbe voluto pareggiare presto...per tornare a casa e vedere la sua Fiorentina seppellita da 5 gol della Juventus. Lorenzo in 4a opposto a Riccardo Marsili sfodera una bella prestazione ma decide di non rischiare e porta il mezzo punto a casa, con il Nero va bene. Tomescu è sorpreso dal Controgambetto Albin di Federico in apertura, spendendo un sacco di tempo nelle prime mosse. Damiano contro Rago fa il...Mago e sacrifica una torre per una rete di matto. Axel perde purtroppo lucidità e non vede una continuazione abbastanza semplice che lo avrebbe potuto portare in vantaggio all'inizio del mediogioco, comunque gioca per la squadra e pareggia. Federico resiste fino all'ultimo in un finale inferiore contro Tomescu e si arrende solo dopo oltre 4 ore. Niente da fare 2-2. Ancora una volta, altra coincidenza, come lo scorso anno Cagliari è l'unica squadra a fermare la capolista.

 

Al 4° turno si ripete il clamoroso errore di schieramento. Vengo convocato dall'arbitro Sergio Pagano che mi bussa alla porta in camera. Gli avversari hanno schierato la squadra con 4 nomi ma il "forfait" deve essere sempre schierato in 4a. Si gioca un'ora prima che l'arbitro constati che la 2a scacchiera è latitante. Viene decretato il 4-0 a tavolino ma sinceramente avremmo preferito guadagnarlo sul campo. Vitinia e Perugia continuano a vincere, questi ultimi anche senza giocare. Solo una combinazione complicata di risultati ci può far vincere il girone ma decidiamo di crederci e giocare fino all'ultimo sangue.

 

Come lo scorso anno l'ordine è perentorio: dare il massimo fino all'ultimo e crederci. Gli avversari si presentano rimaneggiati, Convertito e Marinelli, non proprio giovanissimi, sono stremati e lasciano il posto alle seconde linee ed al...forfait, questa volta schierato al posto giusto. Peccato per Danilo che sfortunatamente non ha potuto giocare la sua partita contro un avversario in carne ed ossa. Federico, Axel e Damiano macinano i loro avversari e fanno un altro 4-0. Perugia vince anche se rischia una manovra di due pareggi contemporanei scaricando sulle giovani spalle del bravissimo Marsili tutta la responsabilità di un girone. Fino all'ultimo speriamo nei risultati degli altri ma anche Vitinia supera di misura Arrocco B. Chiudiamo terzi in una classifica spezzata in due, con il migliore "attacco", 14 punti scacchiera su 20.

 

Ci abbiamo provato fino all'ultimo, l'amarezza è grande ma dobbiamo fare il mea culpa solo  per il 1° turno. Ancora una volta abbiamo vinto il premio "serietà", schierandoci sempre ordinati e disciplinati, senza contestazioni e rifiutando alcuni tentativi di "combine" che a questi livelli mi sembrano veramente di basso spessore sportivo. Quando avevo 25 anni feci l'allenatore in 2a di una squadra giovanile, costruita più per portare via ragazzi dai pericoli della strada e di un quartiere difficile che per ambizioni di vittoria. Perdevamo tutte le partite a volte con risultati "a doppia cifra". Eppure continuammo fino alla fine del campionato a portare i ragazzi in trasferta, ad onorare gli impegni, fino a quando non arrivarono i primi punti, qualche pareggio e la prima vittoria. Non dimenticherò mai la gioia di quei ragazzi dopo la prima vittoria. Si può arrivare anche ultimi ma sempre lottando con dignità, senza mai regalare niente a nessuno.

 

All'anno prossimo

 

Federico Giannoni

 

Dimas - Esiste il talento o è semplice questione di esperienza?

 

dimasChe differenza c'è fra un individuo dotato di un'intelligenza superiore alla norma e un esperto di scacchi? Mi si dice che un prodigio é in grado di arrivare a battere un esperto senza bisogno della stessa esperienza di un soggetto con un Q.i. nella media. Ci sono altri che invece sostengono che non contano queste capacità innate che forse neanche esistono, ma conta l'applicazione e il vissuto di una persona.

Senza lo studio e l'applicazione un giocatore di scacchi non può arrivare ad altissimi livelli.
Ma allora perchè certe volte si parla di soggetti in grado di distinguersi per la loro precocità nell'apprendimento? Da bambini già in grado di capire concetti che possono essere insegnati all'università cosa che sarebbe impossibile per un normale bambino. C'è chi sostiene Che sia comunque questione di esperienza e di come vengono vissuti vari periodi della vita: prendiamo per esempio il genio di Mozart per il quale si stima un Q.I. di 160, a 6 anni già in grado di capire e comporre musica. Ma perchè? Forse perchè la sua era una famiglia di musicisti e ha sempre sentito musica creandosi l'esperienza di un adulto già all'età di 6 anni? Oppure perchè veramente dotato di quelle rare capacità innate e cosi elevate?
Secondo me, uno deve avere già una certa predisposizione,o un Q.I.  molto elevato, per arrivare a certi risultati. SE no come farebbe un individuo a imparare tanto anche se immerso nell'esperienza?
Parliamo del mito di Bobby fisher. Si stima in lui un Q.I. di 180. E' diventato campione mondiale grazie a cosa? Grazie alla sua ossessionata applicazione o perchè anche dotato di un altissima intelligenza? Si parla nel suo caso di intelligenza visivo-spaziale.
Un nostro amico scacchista ha comunque ragione a dire che i test di quoziente intellettivo misurano più che altro il grado di cultura, non l'intelligenza che si suppone sia quella capacità di risolvere i problemi.  La valutazione del quoziente intellettivo é ancora tutta da studiare!  Su questo sono d'accordo.
Dunque alcuni scacchisti continuano a sostenere che non conta l'intellingenza quanto i fattori esterni come l'ambiente in cui si cresce,  la maniera con cui vengono vissuti i diversi periodi della vita e l'applicazione. Io continuo a sostenere Che nonostante certe esperienze ci sia come un motore, in alcuni più dotato, che permetta di affermarsi molto più precoci rispetto al solito.
E' tutto da vedere.. il cervello é una macchina potentissima e affascinante di cui ne usiamo quanto?? il 10 % ? Forse ricordo male, forse anche di meno!"

Dimas

 

F. Giannoni - Cronaca di una salvezza annunciata

 

Si è svolto a Roma tra il 25 ed il 27 marzo 2011 il concentramento riguardante le squadre di Cagliari impegnate nel CIS 2011.

Sede di gioco un tempio dello scacchismo romano: l’Accademia degli Scacchi di Via Pulci, sala molto curata e dotata di due sale analisi. Unico neo la scarsa aerazione (si trova ad un terzo piano seminterrato e dopo 4/5 ore l’aria viziata provoca qualche mal di testa).

Ai nastri di partenza nel girone di A2 la squadra di Cagliari composta dal nuovo “acquisto” (azzeccatissimo ed a parametro zero!) CM Federico Sellitti ed il gioiello del Circolo Damiano Locci, reduci da una ottima prestazione all’open di Reykiavik, sono accompagnati dall’inossidabile Lorenzo Clementini, l’influenzato Federico Giannoni e Danilo Mallò gentilmente prestato dalla Serie B. La squadra si è presentata compatta e preparata ad affrontare il match. Il “nuovo” Federico si è inserito subito e già dal primo giorno ci si chiamava simpaticamente per soprannome: Maestro Sellittin (in onore di Chigorin, una apertura utilizzata con successo da Federico a Reykiavik), Damianchuk, Maestro Lorenz, Maestro Zeman (l’allenatore psicologo) e lo yugoslavo Mallovich.

Giustificato assente il Capitano Giovanni Altea bloccato da impegni familiari. Solo chi lo conosce può sapere quanto ci tenga alla squadra. In un incontro casuale al Poetto ci ha abbracciato con gli occhi lucidi. La presenza di un giocatore “di  riserva” era giustificata dai 5 turni in 3 giorni, una garanzia di poter far rifiatare un giocatore affaticato.

In A1 i nostri cugini di Cagliari Scacchi impegnati in un doppio girone all’italiana con squadre titolate, tra cui Augusta Perusia (che in prima scacchiera ha un certo Sergio Mariotti, mito dello scacchismo italiano) e Roma.

Arbitro del concentramento Sergio Pagano, persona mite ed affabile ed ottimo arbitro.

Al pomeriggio di venerdì il primo turno contro la squadra di Perugia A2 che, pur schierando alcune seconde linee dato che i Maestri Tomescu, Caruso e Rago giocavano in A1, ha schierato una formazione competitiva ed abbastanza giovane (quasi come noi, squadra nettamente più giovane del girone!). La lotta è stata molto accanita ed incerta e nonostante la sveglia alle 5 del mattino ed il viaggio i nostri 4 gladiatori erano ancora impegnati dopo 4 ore e mezzo, mentre tutte le partite degli altri match di A2 ed A1 si erano già concluse.

In prima scacchiera uno scatenato Damianchuk aggrediva il suo avversario dalle prime mosse, non badando a sacrifici pur di aprire le linee, Sellittin si difendeva con ordine contro il forte giovane Kehrel Eike Hilmar. Maestro Lorenz col Bianco rispondeva alla Siciliana dell’ottimo sedicenne Riccardo Marsili con una sua specialità: la Alapin 2.c3, in quarta Danilo doveva vedersela col Nero contro un tosto Leopoldo Cesarini.

Tutto si decideva nella quarta ora di gioco, dopo che Sellittin aveva intascato senza rischiare il ½ punto col N, la posizione di Mallovich con due pedoni in meno non teneva più. Le speranze erano allora rivolte sui due Bianchi. Purtroppo in prima scacchiera Calandri usciva vivo dagli attacchi forsennati di Damianchuk e manteneva i pedoni in più, mentre Maestro Lorenz in finale guadagnava un pezzo ma sprecava perdendo lucidità’ per stanchezza. Ammirevole il suo impegno per cercare di vincere un finale da studio di 2 alfieri contro cavallo che ha tenuto col fiato sospeso molti spettatori. Alla fine si arrendeva alla patta, qualche mossa prima delle 50esima che prevede il regolamento. Niente da fare 1-3, vince Perusia ma Cagliari non meritava la sconfitta. Grande fair play alla fine del combattuto match. Niente paura ci sono ancora 4 turni ed il motivo di questa sconfitta è già stato identificato (vedi ultimo capoverso).

L’indomani mattina alle 9 e 30 il secondo turno contro una squadra alla nostra portata. I giocatori avversari erano già da tempo ai raggi x di Mister Zeman, il quale arrivava in sala da gioco con mezz’ora di ritardo causa acquisti….in  farmacia.

Il tempo di sciogliere una bustina di Brufen in un bicchier d’acqua ed i due giocatori della seconda scacchiera si alzavano stringendosi la mano. Sellittin con il Nero fulminava il pur quotato Danilo Marino in una microminiatura di 8 mosse! Vale la pena sprecare una riga:

1.e4 c5; 2.b4 cb; 3.a3 d5; 4.ed Dd5; 5.Ab2 Af5; 6.ab Cc6; 7.Ca3 Cb4; 8.Ce2? Axc2! ed il B. guadagna almeno un pezzo. Esemplare il comportamento di Sellittin che commenta a lungo in sala analisi la partita con il suo avversario, ancora sotto choc, senza mai infierire.

In prima scacchiera Damianchuk, ancora in versione kamikaze, sfoderava un sacrificio di qualità per risucchiare il Re verso il lato di Donna. La sala analisi aveva una vetrata che dava direttamente sulle quattro scacchiere. Maestro Zeman passeggiava dietro la vetrata nervosamente e sembrava proprio di vedere un padre che guarda i suoi 4 gemellini dietro il vetro di un reparto di ostetricia-ginecologia. Dalla vetrata della sala parto, cioè analisi, Sellittin vede al volo un matto clamoroso in 4 mosse che prevede un altro sacrificio di Torre. Damianchuk gioca un’altra mossa e ci crolla il mondo addosso. Ma l’attacco è talmente forte che comunque va a buon fine. L’esperto CM Manganelli si arrende e farà i complimenti al nostro Damianchuk per i successivi due giorni per la coraggiosa partita. Purtroppo in terza scacchiera Maestro Lorenz scivolava contro Convertito dopo aver condotto il gioco per buona parte del tempo e Mallovich cedeva contro Buonanno. 2-2 pari e patta con molti rimpianti.

Al pomeriggio altro 2-2 contro il DLF Steinitz 2. Damianchuk ancora in versione rischio cede contro Vignato, Sellittin si mangia Panecaldo, Maestro Lorenz si riscatta col N. contro Pomicio mentre Mallovich in finale perde contro Paolo Carola una partita in cui meritava molto di più.

La sera si è svolta una divertente cena con gli amici Cristian, Isacco ed Enzo Neri in un locale “tematico” (lo Scaccomatto) gestito da un simpatico appassionato di scacchi. Maestro Zeman ha  promesso al corpulento oste un posto nella squadra di Cagliari Scacchi (naturalmente in A2) dato che si sono presentati nei primi due match con tre soli giocatori. Infatti alla domanda sussurrata venerdì pomeriggio dal leggendario Enzo Neri a Maestro Zeman “Siete venuti in cinque?” non poteva che incontrare una risposta tipicamente banale e tagliente del Boemo: “meglio uno in più che uno in meno…”. Il grande Giampaolo Buchicchio arriverà solo il Sabato mattina da Londra ma non riuscirà a sovvertire la rotta del proprio team.

Il sabato mattina, considerato il morale dello sfortunato Mallovich ed il difficile match contro la capolista Quattro Torri Ostia Nettuno (a punteggio pieno e sempre con larghe vittorie) Maestro Zeman decideva di scendere in campo in quarta scacchiera con le sue bustine di Brufen. Qui la squadra ha mostrato tutto il proprio carattere. Damianchuk con il B opposto al miglior giocatore del girone il MI filippino Vuelban, veniva opportunamente riportato al suo stile di gioco. Abbandonando completamente i rischi sviluppava una inglese secondo suo stile uscendo molto meglio dall’apertura. In seconda lo strepitoso Sellittin col Nero tirava fuori fuoco e fiamme con il suo dragone ottenendo il controgioco tipico sulla colonna c contro l’arrocco lungo Bianco. Sussurrava a Maestro Zeman che il suo avversario (un MF di oltre 2300 punti Elo) avrebbe potuto forzare la patta, rinviata solo di qualche mossa). Anche Maestro Lorenz bloccava sul pari il forte Tommasini (M 2154) e si andava sull’1-1. In quarta scacchiera il simpatico CM Pompa intavolava una Catalana a cui Maestro Zeman rispondeva con la poco conosciuta variante Gurgenidze (1.d4 Cf6; 2.c4 e6; 3.g3 Cc6). Dopo una apertura piuttosto inusuale contraddistinta da qualche imprecisione da ambo le parti il N. arroccava alla ventesima raggiungendo la parità ed offriva la patta ordinando contemporaneamente a Damianchuk di fare lo stesso (in posizione nettamente superiore) al MI Vuelban il quale rifiutava in maniera anche infastidita. Purtroppo Maestro Zeman concedeva una diagonale importante alla Donna avversaria ed una decisiva penetrazione nelle linee che richiedeva una difesa molto difficile. Alla 34esima Maestro Zeman si arrendeva ma Damianchuk rimedia all’errore del compagno spezzando la resistenza del forte avversario concretizzando il vantaggio con un gioco stilisticamente impeccabile. Ancora un 2-2 con tanti rimpianti provenienti dalla quarta scacchiera.

Dopo il pranzo al tragico dopolavoro ferroviario della stazione Tiburtina, la squadra ha discusso circa la strategia da adottare nell’ultimo decisivo match contro Quattro Pedoni Roma Nord. I tre pareggi consecutivi, che a scacchi sono sempre un risultato positivo, hanno fatto salire la squadra in classifica ma un ulteriore pareggio richiedeva una serie di calcoli terrificanti che in qualche caso potevano portare la squadra alla retrocessione. Pertanto si decideva di confermare la squadra che aveva bloccato la capolista la mattina e di giocare per vincere, chiedendo a Maestro Lorenz un ultimo sforzo e la rinuncia al suo turno di riposo.

Alle 15:15 l’arbitro Sergio Pagano che ha diretto in maniera perfetta il concentramento, faceva partire gli orologi dopo un frugale pasto….al dopolavoro anche Lui!

La squadra avversaria si presentava con 15 minuti di ritardo, piuttosto spaesata su come schierarsi (loro giocavano in casa e si potevano permettere di ruotare, solo che non sapevano proprio dove sedersi!). Mallovich sorveglia eventuali errori di schieramento avversari e soprattutto prende nota ed informa dell’andamento degli altri incontri.

In prima Damianchuk affrontava col Nero Cellucci, in seconda Sellittin affrontava Daniele Marta, in terza Maestro Lorenz se la vedeva con l’esperto Cannada Bartoli, mentre in quarta Maestro Zeman doveva contrastare il giocatore più quotato, Mauro Rossetti (2116) bestia nera negli anni passati del fortissimo Alessio Casti.

In occasione di questo ultimo turno si è visto il lavoro di squadra. Sapevamo che Marta giocava la francese 1.e4 e6; 2.d4 d5; 3.Cd2 Cf6; 4.e5 Cfd7 e Sellittin aveva in serbo una variante con sacrificio di pedone preparata per Reykiavik immediatamente avallata da Maestro Zeman e compagni senza nessuna verifica.

Un piccolo aneddoto anche su Damianchuk che si avvicina a Maestro Zeman appena visto il cognome del proprio avversario chiedendo chi fosse. Il Capitano “in seconda” risponde con sguardo fisso nel vuoto, quasi con un sospiro: “Cellucci Maestro 2140”,  gonfiando leggermente di una categoria e di 170 punti elo le dimensioni dell’avversario. Una piccola bugia che raggiunge il suo scopo: Damianchuk si pianta le mani nelle tempie e sfodera una delle sue francesi con pepe nero, ovvero con l’arrocco lungo.

Purtroppo Maestro Lorenz, stremato da 5 turni duri, commette un errore e perde materiale senza compenso. Qualsiasi sforzo per complicare sarebbe stato vano ed abbandona prima delle due ore di gioco. Immediata la pacca sulle spalle di Maestro Zeman “bravo lo stesso, vai, ci siamo noi”. Uno sguardo ai compagni: “bisogna vincere!”.

Strepitoso Sellittin che pareggia poco dopo: il pedone maledetto è stato degustato dal Nero senza troppi pensieri,  salvo accorgersi troppo tardi che il Re Nero si sarebbe trovato curiosamente al centro della scacchiera sotto il fuoco incrociato degli alfieri. Da incorniciare!

Damianchuk respinge il flebile attacco Bianco ed infila in contropiede l’avversario. 2-1! Resta solo Maestro Zeman che con il Bianco ha impostato una inglese tematica con gioco Bianco sul lato di Donna mentre il Nero ha innestato la baionetta spingendo parecchio i propri pedoni sul lato di Re per andare a cozzare contro l’arrocco avversario. Dopo aver rifiutato la patta offerta dal Bianco il Nero veniva costretto a parecchi cambi e dopo alcune mosse di difesa che dimostravano che nello schieramento del Bianco non entrava uno spillo, figuriamoci una baionetta, il Nero veniva costretto alla ripetizione di mosse. Abbracci con i compagni, la vittoria ci porta direttamente ad un ottimo secondo posto nel girone con 5 punti ex aequo con 4 Pedoni Roma Nord e Casc, dietro all’inarrivabile Quattro Torri con 9, staccando i simpatici Perusia con 4 e DLF Steinitz con 2.

Una esperienza positiva sotto tutti gli aspetti. Probabilmente almeno un punto in più ci poteva stare, siamo stati gli unici a bloccare la capolista che ha ampiamente meritato il primato.

Ma soprattutto è emersa la compattezza di squadra, gli errori dei singoli sono stati sempre compensati dalla buona prestazione del compagno, bel gioco riconosciuto da tutti (anche gli avversari ci hanno telefonato per farci i complimenti). Una bella figura, se non altro i denari spesi da Re Giorgio sono stati investiti per creare un gruppo che ha dimostrato che può dare fastidio anche ad avversari più titolati.

Ci dispiace per gli amici di Cagliari Scacchi retrocessi piuttosto male. Il loro girone era già difficile e non ci si poteva permettere di giocare due turni con un uomo in meno.

Un avviso a tutti con il titolo di una vecchia serie televisiva: “Attenti a quei due”, Damianchuk e Sellittin fuoriclasse nel gioco e campioni di umiltà.

Ah! Dimenticavo…bisogna spiegare il segreto dell’imbattibilità degli ultimi 4 turni. Preparazione sulle aperture? Gioco di squadra? Maggiore impegno del gruppo? Macché! Niente di tutto questo. Ho condiviso la camera con Lorenzo che aveva portato con se (purtroppo) la sciarpa della Juventus. Dovete sapere che sono molto scaramantico e prima dell’inizio del secondo turno ho “spostato” la sciarpa dalla scrivania….al cesso! Devo dire che ha funzionato…

Federico Giannoni

   

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